La plastica biodegradabile

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Ho visto una bottiglia interessante per l’acqua naturale nel supermercato. Questa é della plastica biodegradabile che si chiama “PLA”, e può essere dissociata naturalmente nel compost entro 80 giorni. Di solito vedevo solo bottiglie di “PET” per l’acqua, perciò mi sono meravigliata che anche la plastica biodegradabile é usata. Ma questo é bello per l’ambiente.

Inoltre, a gennaio scorso il governo ha annunciato una legge che i sacchetti di plastica per la spesa devono essere della plastica biodegradabile. Perciò quasi tutti i sacchetti nel supermercato sono dell’amido e l’olio vegetale adesso. In effetti, non mi piacciono tanto questi sacchetti dell’amido, perché hanno puzza un po’ e sono facilmente strappati. Ma mi sembra che si usano i sacchetti senza la lagnanza in Italia.

Quindi a giugno scorso l’impianto per la produzione delle plastiche biodegradabili ha inaugurato a Bologna con un investimento di 20 milioni di euro. L’impianto ha una capacità produttiva di mille tonnellate l’anno (il link della notizia). Penso che le plastiche biodegradabile sono state diffuse per forza in Italia.

Ma c’é anche un problema. Sulle bottiglie o i sacchetti biodegradabili c’é scritto “gettami nel bidone dell’organico”.

Ma tutti loro sono gettati nei bidoni della “plastica” o “combustibile”. Sopratutto le bottiglie biodegradabili appaiono sul mercato molto poco, e forse si non sa come si gettano. Quindi se qualcuno getta la bottiglia biodegradabile come organico, questa non sarà raccolta. Ci vuole tempo per cambiare tutta la società, ma piano piano. Inoltre é bene se i rifiuti delle bottiglie o i sacchetti sul bordo della strada si dissociano naturalmente e scompaiano.

Fumi

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